Lo sviluppo del linguaggio nei bambini

08.08.2013 17:46

Se siete diventati da poco genitori sicuramente conoscete l'attesa e le aspettative correlate allo sviluppo del linguaggio. Sin dal primo giorno di vita ogni genitore è lì pronto a scrutare ogni segno comunicativo: il primo è il pianto che può indicare sonno, fame o un qualsiasi malessere, poi, intorno al secondo mese compare il sorriso con il quale il bambino gratifica chi si prende cura di lui.

Intorno ai sei mesi compare la lallazione cioè il ripetersi di vocali e sillabe la cui frequenza viene incrementata grazie al piacere che il bambino prova nel produrli e a quello che coglie nei genitori che lo incitano a ripetere combinazioni disillabe nella spasmodica attesa di udire le prime parole (sarà mamma, papà o più prosaicamente pappa?). Intorno al decimo mese compaiono le prime parole significative, generalmente bisillabichee o onomatopeiche, che vengono utilizzate singolarmente dal bambino per esprimere un intera frase, per cui il loro significato può variare in base al contesto. Ad esempio "mamma" può significare "voglio la mamma" oppure "questo è della mamma".

Generalmente il linguaggio si arricchisce di termini man mano che il bimbo cresce: a 18 mesi il bambino utilizzerà circa 15 parole per arrivare ad oltre 1000 intorno ai 3 anni (ma questi numeri vanno presi con le pinze perchè ogni bambino ha i suoi tempi di sviluppo). La strutturazione frastica diviene più complessa: dalla parola frase il piccolo passa alla frase bitermine (mamma pappa) poi a quella nucleare (soggetto- verbo- oggetto) fino a divenire completa con l'uso dei complementi. In questo periodo lo sviluppo del linguaggio procede con il vento in poppa: a 4 anni il bambino ha un vocabolario di 4000/5000 termini.

Lo sviluppo del linguaggio, vertiginoso fino ai 6 anni, sembra poi assestarsi, almeno nella componente relativa al vocabolario che impiega circa 8 anni per triplicarsi raggiungendo le 12.000 parole acquisite intorno ai 14 anni.

E se un bambino non segue le tappe canoniche del linguaggio? Quando bisogna allarmarsi?

E' difficile dirlo, poiché ogni bambino è diverso dall'altro, bisogna valutare vari aspetti. Se per un bambino di tre anni che usa il linguaggio strutturando la frase, ma pronunciando male le parole si può aspettare un pò prima di effettuare una valutazione, per un bimbo della stessa età con un vocabolario di 30 parole e una frase mono o bi-termine vale la pena fare un approfondimento per evitare interventi tardivi che possono divenire difficoltosi.

In ogni caso quando un genitore si rende conto che il suo bambino non parla o lo fa male è il caso di consultare uno specialista anche solo per fugare un dubbio che spesso crea ansia, ansia che trasmettendosi al bambino spesso peggiora la situazione.

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